MUS-CÀ

Museo sardo del cartoon


Il Mus-Cà di Cagliari -Museo Sardo del Cartoon- nasce da un progetto dell’Amministrazione Comunale elaborato in collaborazione con l’Associazione Hybris – Centro Internazionale del Fumetto.

Il primo nucleo della nuova istituzione è ospitato nei locali dell’AMI – ARCHIVIO MULTIMEDIALE delI’IMMAGINARIO in via Falzarego 35, (secondo piano), all’interno del Polo Bibliotecario Falzarego 35, che con questa iniziativa si propone sempre più come spazio vivo e dinamico, dove tradizione e contemporaneità dialogano coinvolgendo un pubblico intergenerazionale -bambini, giovani e adulti- e dove si sviluppano esperienze di contaminazione tra linguaggi differenti -illustrazione, narrazione, fumetto e animazione, letteratura, cinema e teatro, ma anche digital art, gaming, realtà aumentata-.

Il museo del fumetto si inserisce in un ampio discorso sull’immaginario collettivo: un vero itinerario nella memoria, che ricalca le tappe del Viaggio dell’eroe di Christopher Vogler e dove trovano spazio anche i miti legati alla storia e alla favolistica popolare.

In prospettiva futura, l’idea è quella di dare vita a un museo diffuso, con possibili appendici e collegamenti con altri siti culturali della città di Cagliari, che possa costituire un ponte tra memoria storica e futuro creativo, dove l’immaginario legato al capoluogo e alla Sardegna sia tratteggiato con lo sguardo ironico, poetico, critico e visionario di fumettisti e animatori.
Obiettivo primario è quello di valorizzare, conservare e promuovere la produzione artistica sarda nel campo del fumetto, dell’illustrazione e del cinema d’animazione e allo stesso tempo proporsi come centro di inclusione socio-culturale e officina di cittadinanza attiva e dialogo.

L’esposizione permanente, si articola in una serie di pannelli didattici, fumetti e opere originali che raccontano la tradizione sarda nel fumetto; sono presenti due mostre di illustrazioni dedicate alle fiabe e alle leggende sarde, “Cagliari città degli angeli” e “Sulle orme dello Scultone”. Inoltre, una sala della biblioteca è interamente dedicata alla memoria del grande Aurelio Galleppini, disegnatore cagliaritano, primo realizzatore grafico di Tex Willer, icona del fumetto italiano nel mondo.


Il nome del museo

Mus-Cà, acronimo di Museo Sardo del Cartoon, si presta a un divertente gioco di parole, poiché in sardo “musca” significa mosca: il fatto che possa essere tradotto in una parola sarda di senso compiuto, suggerisce il radicamento territoriale e rafforza il carattere identitario della nascente istituzione culturale.

La mosca, peraltro, si lega anche alla tradizione fantastica isolana, poiché esiste la leggenda popolarissima de “sa musca macedda”; c’è da considerare, altresì, che nell’araldica, la mosca assume un preciso significato, simboleggia la tenacia. La sua tipica insistenza nel molestare si trasforma in un’allegoria di perseveranza e coraggio; anche in Omero la mosca è usata come paragone per descrivere la risolutezza e il coraggio.

Nell’idea di realizzare un museo diffuso, il riferimento alla mosca si connota di precisi significati, soprattutto se si considerano alcune sue caratteristiche biologiche e comportamentali: l’occhio della mosca ha una visione composita, perché è il risultato di migliaia di piccole faccette (ommatidi) che, insieme, costruiscono un’immagine multiprospettica ampia, capace di arrivare a quasi 360 gradi. Allo stesso modo il museo diffuso non offre un’unica “sala” o un unico punto di vista. Ogni sito è come una faccetta nell’occhio di una mosca. Solo percorrendo e collegando le diverse visioni il visitatore costruisce un’immagine complessiva del territorio e della sua memoria.

La mosca non sta ferma in un luogo: vola, si posa, riparte, torna e non ha una “sede” fissa. Anche il museo diffuso non è chiuso tra quattro mura, ma indirizza la sua attenzione su diversi punti del territorio e su diversi aspetti, li collega tracciando dei percorsi. È un museo che abita i luoghi senza appropriarsene in modo esclusivo.

Se il museo tradizionale è paragonabile a un alveare ordinato e protetto, il museo diffuso, si propone come qualcosa di leggero, dinamico, capace di variare le prospettive per rendere la visione d’insieme di un luogo e di una cultura.

Utilizzo del termine “cartoon”.

L’espressione inglese cartoon – che originariamente designava uno schizzo o un disegno tracciato su un foglio di cartone nel corso della preparazione di un dipinto o di un affresco – in senso estensivo comprende ormai sia le strisce a fumetti (comic strips), sia il cartone animato, finendo per identificarsi con queste moderne forme espressive. Ciò è attestato dall’utilizzo del termine nelle fiere e negli eventi di settore.

Logo

Il logo del museo, una mosca in chiave cartoon, stilizzata con tratto essenziale e moderno, assume il ruolo di una mascotte ironica, intelligente e contemporanea. La realizzazione è del disegnatore Sergio Giardo, che oltre ad essere un importante autore di fumetti e copertinista, ha una vasta esperienza nella grafica pubblicitaria.